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Dalla giusta postura l’evoluzione umana

Articolo pubblicato su “Il Tempo” il 27 maggio 2017. Per visualizzare l’articolo in formato pdf, clicca qui

Stretching, ginnastica, fisioterapia, farmaci e interventi chirurgici ottengono spesso risultati poco soddisfacenti e non duraturi nella cura della patologia vertebrale. Questo perché si ignora la causa vera del deficit di postura, ovvero la lotta contro la forza di gravità, assunto fondamentale da cui parte la Fisioanalisi, efficace tecnica che ricerca l’origine fisica di alcune patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico e che interviene per restituire benessere ed equilibrio al corpo. L’uomo è la forma di vita più evoluta perché la più efficace a vincere la forza di gravità. A patto che utilizzi nel modo giusto le parti del proprio corpo.

La Fisionalisi si propone di correggere spontaneamente e per sempre questi impedimenti, e quindi i dolori che affliggono il paziente, permettendogli di recuperare l’elasticità e l’adattabilità del suo corpo e assumere la postura giusta. «Nelle situazioni più favorevoli bastano 5 o 6 incontri per ottenere il completo riposizionamento del corpo nello spazio» spiega il dottor Giuseppe Matrodicasa, pioniere di questa disciplina in Italia.

Nel primo incontro si mette il paziente nella condizione di percepire le contratture muscolari, e quindi il dolore. Nelle successive sedute, si interviene su anche, tratto lombare, dorsale e cervicale e alla fine la muscolatura della colonna vertebrale può rilassarsi, perché la lotta contro la forza di gravità è sempre meno necessario.

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Fisioanalisi, dalla giusta postura l’evoluzione umana

Dominio sulla forza di gravità e recupero della stazione eretta: su questi principi si misura la crescita evolutiva dell’uomo e la risoluzione dei dolori della colonna vertebrale.

Nella cura della patologia vertebrale stretching, ginnastica, fisioterapia, farmaci e interventi chirurgici ottengono spesso risultati poco soddisfacenti e non duraturi. La ragione è presto detta: si ignora la causa vera del deficit di postura, ovvero la lotta contro la forza di gravità, assunto fondamentale da cui parte la Fisioanalisi, efficace tecnica che ricerca l’origine fisica di alcune patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico e che interviene per restituire benessere ed equilibrio al corpo.

L’uomo è la forma di vita più evoluta perché la più efficace a vincere la forza di gravità. A patto che utilizzi nel modo giusto le parti del proprio corpo: i piedi, le gambe e il bacino per sollevarsi dalla terra e per spostarsi nello spazio; il tronco, le braccia e la testa per relazionarsi con il mondo. Come dire, una metà del corpo per assicurarsi la vita, l’altra metà per “esercitare” la propria intelligenza.

Tuttavia, gli scambi tra le diverse parti del nostro corpo e lo svolgersi dei rispettivi ruoli non sono sempre fluidi come dovrebbero. Al contrario, esistono ancora troppi ostacoli e attriti nelle azioni che svolgiamo; accade, dunque che, invece di vincere sulla forza di gravità, ce ne facciamo schiacciare. Secondo la Fisioanalisi, è proprio sulla capacità di dominare la forza gravitazionale che si misura l’evoluzione vera e completa dell’uomo.

La tecnica si propone di correggere spontaneamente e per sempre questi impedimenti, e quindi i dolori che affliggono il paziente, permettendogli di recuperare l’elasticità e l’adattabilità del suo corpo e assumere la postura giusta per raggiungere più facilmente l’obiettivo che in quel momento sta perseguendo.

Tanti obiettivi, tante posture differenti.

Come interviene la Fisioanalisi in questo processo di affrancamento dal peso gravitazionale?

“Nelle situazioni più favorevoli bastano cinque o sei incontri per ottenere il completo riposizionamento del corpo nello spazio – spiega il dottor Giuseppe Matrodicasa, pioniere di questa disciplina in Italia – ma anche una sola seduta di Analisi Fisica permette di alleviare in maniera definitiva i dolori muscolari più frequenti”.

“In ogni visita il paziente viene aiutato, attraverso un cilindro di legno posto sotto il piede per stimolare il riflesso plantare, a identificare il dolore che impedisce il libero utilizzo di un’articolazione o di una parte del corpo – spiega ancora Mastrodicasa – Si analizza il corpo del paziente per trovare la rigidità che lo costringe alla postura antalgica e per fare questo si utilizza il riflesso specifico per la stazione eretta, ossia il riflesso plantare”.

Nel primo incontro si mette il paziente nella condizione di percepire le contratture muscolari, e quindi il dolore, che limitano il movimento inconscio delle sue caviglie.

All’inizio si tenderà a rimanere nella vecchia posizione, poiché si considera questo l’unico equilibrio possibile. Successivamente, di solito entro un mese e con gradualità, il paziente si affrancherà da questa condizione di rigidità e sposterà l’equilibrio, e quindi il peso, del suo corpo sull’intero piede.

Dopo la prima visita, il paziente avrà ritrovato ed ampliato la base d’appoggio del suo piede e potrà iniziare a distendere i muscoli della parte superiore del corpo perché meno necessari, ritrovando una maggiore libertà di movimento.

Già soltanto con questa prima manovra, secondo la Fisioanalisi e sulla base dell’esperienza del dottor Mastrodicasa, si può risolvere una quota rilevantissima delle patologie dello scheletro.

Nelle successive sedute, si interviene sulle anche, sul tratto lombare, dorsale e cervicale. Alla fine del trattamento, la muscolatura della colonna vertebrale può rilassarsi perché il suo aiuto alla lotta contro la forza di gravità è sempre meno necessario.

Può tornare alle funzioni per cui è stata progettata: fornire precisione di movimento nell’esecuzione di atti complessi, ovvero dare intelligenza al corpo che si muove nello spazio.

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fisioanalisi leggo

Mal di schiena, da oggi è possibile combatterlo con la Fisioanalisi

Articolo pubblicato su “Leggo” il 3 maggio 2017.

Restituire benessere ed equilibrio al corpo grazie alla fisioanalisi, una sorta di psicoterapia del fisico che, come un elisir di lunga vita, sarebbe in grado di eliminare tutta una serie di dolori, di recuperare definitivamente una postura corretta e prevenire diverse patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico.  La fisioanalisi o analisi fisica si basa su un principio scientifico fondamentale: stimolare gravitazionalmente il riflesso plantare con il peso del proprio corpo per ottenere la distensione permanente della muscolatura antigravitazionale, e quindi la riduzione definitiva degli attriti che limitano il movimento e usurano gli organi.  

«La Fisioanalisi risolve le condizioni che impediscono al paziente di far cadere spontaneamente il peso del corpo sulla parte anteriore del piede», spiega Giuseppe Mastrodicasa, medico chirurgo e psicologo clinico che con questa tecnica di analisi ha trattato dal 1991 ad oggi oltre 10mila pazienti, di cui 6mila per conto della ASL RMF in qualità di Responsabile dell’U.O. di Analisi Fisica Muscolo Scheletrica per il recupero della postura. «In questo modo – aggiunge lo specialista – siamo in grado di ottenere il pieno utilizzo sia dell’azione di leva del piede sia del riflesso plantare. Quest’ultimo si trova, infatti, proprio nella parte più distante dalla leva del piede, e quindi saranno necessarie molte meno energie, sia muscolari che neurologiche, per mantenere una postura eretta».  

La muscolatura antigravitazionale, meno contratta per vincere la forza di gravità, schiaccerà meno lo scheletro e soprattutto la colonna vertebrale, che si potrà così distendere nello spazio. «Grazie alla fisioanalisi –  continua l’esperto – possiamo curare in maniera definitiva patologie come cifosi dorsali, lordosi lombari e verticalizzazioni cervicali, oltre che ridurre gli attriti che limitano il movimento e consumano muscoli, tendini ed articolazioni». La muscolatura si distende in maniera isotonica e cresce di lunghezza e quindi di efficienza mentre lo scheletro, i vasi e tutti gli altri condotti non sono più schiacciati e riacquistano la loro funzionalità. «Vincendo la forza di gravità, che abitualmente schiaccia e comprime il fisico e la psiche verso la terra – conclude Mastrodicasa – riusciamo a rimuovere un importante ostacolo al libero fluire delle energie fisiche e mentali. Il fisico, nella sua interezza, ne trae beneficio migliorando le proprie capacità funzionali e ammalandosi di meno». 

di Antonio Caperna
(leggocaperna@gmail.com)

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