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dottor Giuseppe Mastrodicasa

Stop al mal di schiena

Stop al mal di schiena, dolori articolari ma anche problemi respiratori e digestivi grazie alla Fisioanalisi che punta al dominio sulla forza di gravità e il pieno recupero della giusta postura eretta. Uno dei pionieri di questa tecnica in Italia è il dott. Giuseppe Mastrodicasa.

Tutta la patologia della colonna vertebrale dipende da questo conflitto: la propensione a usare ancora gli arti superiori, un tempo anteriori, nella funzione antigravitazionale. Quindi le braccia che si muovono per afferrare gli oggetti e manipolare entrano in conflitto con la funzione statica antigravitazionale che questi arti superiori ancora mantengono.

Nella maggio parte dei casi, sei sedute di Fisioanalisi sono sufficienti a risolvere i principali problemi.

Il problema più macroscopico è quello della patologia della colonna vertebrale e delle spalle e del collo, quindi delle cefalee. Tutti problemi che derivano dall’immobilizzazione del diaframma.

In effetti la tecnica permette di migliorare la capacità manipolatoria che è prerogativa dell’uomo.

I risultati della Fisioanalisi sono definitivi.

 

Clicca qui sopra per ascoltare l’intervista al dott. Giuseppe Mastrodicasa.

 

 

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La Fisioanalisi per risolvere il mal di schiena, e la patologia della respirazione e della digestione.

Restituire benessere ed equilibrio al corpo grazie alla fisioanalisi, tecnica che permette di individuare e risolvere le resistenze e i conflitti tra la muscolatura agonista ed antagonista che causano il mal di schiena, ed anche molta altra patologia. 

Clicca qui per intervista video al dott.Giuseppe Mastrodicasa

 

Nella pratica in cosa consiste la Fisioanalisi?

Dott.Giuseppe Mastrodicasa: “E’ un’analisi vera e propria. Con un piccolo cilindro si va a stimolare il riflesso plantare e si prendono quelle posizioni ortogonali delle varie articolazioni che permettono alla gamba di svolgere pienamente la sua funzione.”

I benefici per il fisico, quali sono?

Dott.Giuseppe Mastrodicasa: “Prima di tutto la colonna vertebrale è affrancata in questa funzione di sostegno e quindi tutta la patologia della colonna vertebrale ne trae un miglioramento notevole, dall’ernia del disco alle protrusioni, le semplici lombalgie, lombosciatalgie, cervicalgie, cefalee, emicranie, ma la cosa importante è che si riacquista la funzione umana e quindi tutte le cose che facciamo (dall’operaio all’uomo di intelletto) vengono svolte più facilmente proprio perché dipendono da questa capacità di manipolare. L’uomo è quell’animale che manipola. Più l’uomo viene affrancato dalla funzione di sostegno degli arti superiori, che può quindi decìdicare alla manipolazione, più questa intelligenza cresce e quindi crescono le capacità umane.”

A beneficiare della Fisioanalisi però non è solo lo scheletro ma anche il diaframma e quindi il movimento dei fluidi corporei: sangue, aria, cibo, linfa, bile e urine?

Dott.Giuseppe Mastrodicasa: “Il diaframma se viene impegnato per aiutarci nella stazione eretta rinuncia a questa funzione di pompa, e quindi i fluidi che si muovono all’interno delle due grandi cavità, la cavità addominale e la cavità toracica, rallentano il loro flusso perché manca l’azione di spinta del diaframma.

Con la Fisioanalisi si riesce a liberare il diaframma dalla funzione di sostegno, come si è liberata la schiena dalla funzione di sostegno, e quindi il diaframma ritorna appieno a spingere questi fluidi nelle due grandi cavità, migliora il ritorno venoso del sangue, migliora la respirazione, migliora la digestione, quindi gastrite, esofagite da riflusso…

Lo scorso anno con una squadra di calcio italiana abbiamo fatto dei test, ed in particolare una spirometria che dimostra come l’80% di questi calciatori respirava molto meglio. Il calciatore respirando molto meglio si affatica molto di meno, ed inoltre nel girone di ritorno questa squadra praticamente non ha avuto infortunati.Attraverso questo abbiamo dimostrato la migliore mobilità del diaframma, e quindi possiamo affermare che il cibo nel canale digerente, e tutti gli altri fluidi del corpo si muovono molto meglio dentro queste cavità.

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Guarire il mal di schiena per allungare gli anni di vita

Pubblicato su adnkronos.com il 14/06/2017

Se si applicano le leggi della fisica alla medicina si può vivere più a lungo, riducendo il dolore e l’handicap delle malattie.

Nell’universo, come nella vita, non esiste un solo percorso lineare e diritto, ma infinite variabili, “linee curve” e possibili alternative. In poche parole, un numero infinito di gradi di libertà.
Un esempio può servire a comprendere meglio: quando compiamo un’azione volontaria ci aspettiamo un risultato che non sempre raggiungiamo perchè lo spazio che viviamo cambia continuamente. L’attuale livello evolutivo umano consente di utilizzare soltanto sistemi con un numero limitato di gradi di libertà, in cui è possibile, con una certa approssimazione, applicare le leggi della linearità. Perché, dunque, non dare al corpo la possibilità di sperimentare e utilizzare un numero sempre maggiore di gradi di libertà?
È qui che entra in azione la Fisioanalisi o Analisi Fisica, efficace tecnica che ricerca l’origine fisica di alcune patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico, interviene per restituire benessere ed equilibrio al corpo, consentendo di procedere verso una “sana” evoluzione.
Come si sa, il corpo si muove nel proprio spazio grazie a leggi fisiche specifiche, come la forza di gravità e la forza d’attrito.
La vita, nella sua componente fisiologica “tout court”, è la capacità di un corpo di vincere queste forze per sollevarsi e spostarsi su una massa, nel nostro caso la terra.
La scala evolutiva degli esseri viventi su basa sulla qualità del movimento e sulle componenti del corpo impiegate per questa funzione fondamentale. Le parti non utilizzate a questo scopo possono essere dedicate ad altro che si può definire intelligenza, ovvero (nella sua accezione legata alla Fisioanalisi) “integrazione a sempre maggiori gradi di libertà”.

L’umanità è la forma di vita più evoluta. Un assunto, questo, che non tiene conto solo delle componenti intellettive ed emotive, ma anche di quelle fisiche. E il motivo è presto detto: il nostro corpo vince più facilmente la forza di gravità, utilizzando soltanto gli arti superiori e inferiori. Il resto diventa appannaggio delle funzioni intellettive.
Due piedi, due gambe ed un bacino per sollevarsi dalla massa terrestre e per spostarsi; una colonna vertebrale, due braccia ed una testa per relazionarsi con l’universo. Come dire, la metà del corpo per “ancorarsi” alla vita e l’altra metà da dedicare all’intelligenza. Il progetto è questo, ma l’umanità non è ancora così evoluta.

L’uomo contemporaneo è molto concentrato sulle dinamiche del proprio intelletto e si cura poco invece del modo corretto e “naturale” di stare in piedi e di muoversi nello spazio fisico. Ci si dimentica, spesso, che l’originaria “radice animale” è comunque intimamente connessa con l’intelligenza.

Patologie sempre più diffuse come lordosi lombare, cifosi dorsale e verticalizzazione cervicale indicano che questa evoluzione è ben lontana dal compiersi del tutto, e che la parte superiore del corpo deve ancora aiutare quella inferiore nella lotta contro la forza di gravità.
Non può, dunque, vivere pienamente i gradi di libertà (gradi di intelligenza) che vorrebbe.
La cifosi dorsale indica che l’uomo è ancora fondamentalmente un quadrupede, e non è evoluto come crede.
Il mal di schiena segnala questo limite. È la spia che si accende quando l’usura dei tessuti è eccessiva, primo passo verso la malattia.

I muscoli antigravitazionali, contratti in maniera isometrica per garantire la stazione eretta e la vita, antagonizzano l’azione degli agonisti deputati alle azioni intelligenti, in un conflitto che inibisce il corpo e la mente.
Succede così che i muscoli, schiacciando lo scheletro, determinano la patologia della colonna vertebrale, e schiacciando i vari condotti (arterie, vene, vie respiratorie, digestive, urinarie ecc.) alterano in maniera significativa il movimento dei fluidi corporei (sangue, aria, cibo, urine ecc.).
Da qui ha inizio la malattia. Maggiori sono gli attriti, più veloce sarà l’usura degli organi. Il corpo umano non può sfuggire a questa legge universale.

La Fisioanalisi® (FA) corregge spontaneamente e in modo definitivo gli impedimenti che limitano la piena espressione della potenzialità evolutiva, permettendo così al corpo di vivere un numero maggiore di gradi di libertà e di evolversi in maniera sana.

Grazie a questa disciplina, il bacino si pone in posizione ortogonale alla leva del piede, in modo da formare una unità antigravitazionale completa che in maniera autonoma vince la forza di gravità, permettendo così alla parte superiore del corpo la libertà di dedicarsi alle altre funzioni, migliorandone le capacità fisiche ed intellettive e riducendo così l’incidenza della malattia.

La Fisioanalisi permette la distensione della colonna vertebrale riducendone le curvature cifotiche e lordotiche, risolvendo la causa delle diverse patologie. E, in ultimo ma non meno importante sul piano scientifico, questa innovativa tecnica permette di abbandonare il sistema tridimensionale della medicina contemporanea, per dare inizio ad una metodologia fondata sul sistema quadrimensionale, dove il tempo modifica lo spazio, e la gravitazione il tempo.

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schiena, dolori articolari

Mal di schiena e dolori articolari si combattono con la fisioanalisi

Pubblicato su nanopress.it il 18/07/2017

L’esperto spiega come, dominando la forza di gravità, sia possibile liberarsi dai dolori e recuperare una corretta postura eretta

La fisioanalisi aiuta a recuperare una corretta postura eretta funzionale che riduce il sovraccarico a livello della colonna vertebrale in modo da liberarla dal mal di schiena e dai dolori articolari. Ma come funziona la fisioanalisi? Ce lo spiega Giuseppe Mastrodicasa, l’esperto che ha diffuso in Italia questa disciplina che permette, sfruttando la legge di gravità, di dare sollievo ai dolori legati alla colonna vertebrale, andando ad agire sugli arti inferiori.

Il medico racconta che tutta una serie di disturbi e patologie sono causate dalla nostra continua lotta contro la gravità. Anche se non ce ne accorgiamo.

Un comune mal di schiena, ad esempio, può indicare che l’usura dei tessuti è arrivata a un punto estremo. Il problema, dice l’esperto, è il conflitto tra muscoli agonisti e muscoli antagonisti. Se i muscoli antagonisti sono contratti per permettermi di vincere la forza di gravità, il muscolo agonista entra in conflitto e, ogni volta che si contrae, trova l’ostacolo del muscolo antagonista. “Questi attriti – sottolinea Mastrodicasa – sono quelli che poi usurano il corpo, a livello articolare, ma anche a livello dell’endotelio dei condotti in cui scorrono i fluidi, che vengono così rallentati”.

Ed ecco che la fisionalisi può venire in nostro aiuto dandoci dei benefici. Ma come funziona di preciso la tecnica? “Si vanno a cercare quelle resistenze nel corpo che ci impediscono di utilizzare gli arti per vincere la forza di gravità e affrancare la schiena da questa funzione di sostegno. Nella pratica – specifica Mastrodiocasa – attraverso un piccolo cilindro si va a stimolare il riflesso plantare, e si riordinano quelle posizioni ortogonali delle articolazioni che permettono alla gamba di svolgere pienamente la sua funzione”.

I risultati sono visibili in breve tempo. L’esperto assicura che dopo soli 5 incontri i risultati sono definitivi e duraturi, perché si riordina l’equilibrio di tutto il corpo partendo dal piede, passando dal bacino, dal tratto lombare, dal dorso, e finendo alla prima vertebra della colonna cervicale. I benefici di un tale trattamento non riguardano solo la migliorata capacità muscolare, ma vanno a estendersi alle patologie legate alla colonna, come le ernie del disco, sciatalgie, lombalgie, cefalee, emicranie.

Miglioramenti si evidenziano non solo per ciò che riguarda postura ed equilibrio, ma si estendono anche alla trasmissione dei fluidi corporei, attraverso una migliorata attività della muscolatura striata del diaframma, che è: “Un muscolo molto importante, che spesso perde la sua funzionalità rallentando i fluidi corporei che dunque causano l’insorgere di patologie”.

Con la fisioanalisi – assicura ancora l’esperto – si riesce a liberare il diaframma dalla funzione di sostegno, migliorando il flusso del sangue, la respirazione, la digestione. Risultati positivi che hanno trovato conferma anche nell’applicazione allo sport: “Lo scorso anno abbiamo condotto dei test sui calciatori di una delle più importanti squadre di calcio italiane. E’ emerso che l’80% degli atleti respirava meglio dopo la tecnica, la mobilità del diaframma era aumentata notevolmente con benefici subito visibili sia sulla corsa che sul metabolismo.

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mal di schiena fisioanalisi mastrodicasa

Mal di schiena, la soluzione è la Fisioanalisi: ecco di cosa si tratta

Pubblicato su Leggo il 26/07/2017

L’uomo contemporaneo è molto concentrato sulle dinamiche del proprio intelletto e si cura poco invece del modo corretto e naturale di stare in piedi e di muoversi nello spazio fisico. Patologie sempre più diffuse come lordosi lombare, cifosi dorsale e verticalizzazione cervicale indicano che l’evoluzione è ben lontana dal compiersi del tutto, e che la parte superiore del corpo deve ancora aiutare quella inferiore nella lotta contro la forza di gravità. È qui che entra in azione la Fisioanalisi o Analisi Fisica, efficace tecnica, che ricerca l’origine fisica di alcune patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico, interviene per restituire benessere ed equilibrio al corpo, consentendo di procedere verso una sana evoluzione.

«L’uomo contemporaneo è molto concentrato sulle dinamiche del proprio intelletto e si cura poco invece del modo corretto e naturale di stare in piedi e di muoversi nello spazio fisico. Ci si dimentica, spesso, che l’originaria radice animale è comunque intimamente connessa con l’intelligenza», sottolinea il dottor Giuseppe Mastrodicasa, pioniere di questa disciplina in Italia. Il corpo si muove nel proprio spazio grazie a leggi fisiche specifiche come la forza di gravità e la forza d’attrito.

Succede che i muscoli, schiacciando lo scheletro, determinano la patologia della colonna vertebrale, e facendo lo stesso con arterie, vene, vie respiratorie, digestive, urinarie alterano in maniera significativa il movimento dei fluidi corporei (come sangue, aria o urina). Secondo questa disciplina maggiori sono gli attriti, più veloce sarà l’usura degli organi e il corpo umano non può sfuggire a questa legge.

La Fisioanalisi vuole correggere spontaneamente e in modo definitivo gli impedimenti che limitano la piena espressione della potenzialità evolutiva, permettendo così al corpo di vivere un numero maggiore di gradi di libertà e di evolversi in maniera sana. Questo accade perché permette la distensione della colonna vertebrale, riducendone le curvature cifotiche e lordotiche, risolvendo la causa delle diverse patologie.

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mal di schiena fisioanalisi mastrodicasa

L’esperto, con fisioanalisi addio a mal di schiena e dolori articolari

Pubblicato su adnkronos.com il 13/07/2017

Dominando la forza di gravità si recupera una corretta postura eretta

Ridurre i dolori della colonna vertebrale, dominando la forza di gravità per recuperare una corretta e funzionale stazione eretta. E’ questo lo scopo della fisioanalisi, “una tecnica che permette di ritornare a vincere la forza di gravità soltanto con gli arti inferiori”, come spiega all’AdnKronos Salute Giuseppe Mastrodicasa, pioniere della disciplina in Italia. “La prerogativa dell’umanità – aggiunge – è proprio quella di utilizzare le mani, due arti che, affrancati dalla funzione di sostegno, l’uomo ha cominciato ad impiegare nel processo di manipolazione”.

“Molti disturbi e patologie – osserva il medico – sono causate dal fatto che la parte superiore del nostro corpo deve ancora aiutare quella inferiore nella lotta contro la gravità. Un comune mal di schiena, ad esempio, segnala questo limite, come una spia che si accende quando l’usura dei tessuti è eccessiva. Il problema è il conflitto tra muscoli agonisti e muscoli antagonisti. Se i muscoli antagonisti sono contratti per permettermi di vincere la forza di gravità, il muscolo agonista entra in conflitto e, ogni volta che si contrae, trova l’ostacolo del muscolo antagonista. Questi attriti – evidenzia – sono quelli che poi usurano il corpo, a livello articolare, ma anche a livello dell’endotelio dei condotti in cui scorrono i fluidi, che vengono così rallentati”.

Su cosa va a produrre benefici la fisionalisi? “Si vanno a cercare quelle resistenze nel corpo che ci impediscono di utilizzare gli arti per vincere la forza di gravità e affrancare la schiena da questa funzione di sostegno. Nella pratica – specifica Mastrodiocasa – attraverso un piccolo cilindro si va a stimolare il riflesso plantare, e si riordinano quelle posizioni ortogonali delle articolazioni che permettono alla gamba di svolgere pienamente la sua funzione”.

Una rieducazione che si acquisisce in un breve periodo: “Dopo 5 incontri i risultati sono definitivi, per tutta la vita – sottolinea il medico esperto di Fisioanalisi – si riordina l’equilibrio partendo dal piede, la base di appoggio, e poi si sale pian piano verso l’alto fino ad arrivare alla colonna cervicale. Inizialmente il paziente si ritroverà con un movimento che non conosce, di cui si deve riappropriare, e questo accade nel mese che intercorre tra una terapia e l’altra. Successivamente si interviene sul bacino, che riposizionandosi sul piede ci garantisce quella capacità gravitazionale per cui la colonna vertebrale non deve essere più contratta. Nelle restanti sedute si libera il tratto lombare, dorsale e cervicale e le terapia è completata. Si fa poi sempre una sesta seduta, dove si ri-coordina tutto mettendo sotto stress l’intera colonna, in modo che ci sia più omogeneità ed armonia di movimento”.

“I benefici prima di tutto riguardano la colonna vertebrale, che viene affrancata da questa funzione di sostegno. Di conseguenza – precisa – tutte le patologie ad essa associate ne traggono un miglioramento notevole, dalle ernie del disco alle semplici sciatalgie, lombalgie, cefalee, emicranie. L’aspetto più importante però è la riacquisizione di alcune funzioni: tutte le cose che facciamo vengono svolte più facilmente proprio perché dipendono da questa capacità muscolare. Più l’uomo viene affrancato dalla funzione di sostegno degli arti superiori, che può quindi dedicare alla manipolazione, più la sua intelligenza cresce insieme alle sue capacità, grazie alle esperienze che stimolano la crescita del cervello”.

I miglioramenti però non si limitano solo a postura ed equilibrio, ma si estendono anche alla trasmissione dei fluidi corporei: “Un muscolo molto importante, che spesso perde la sua funzione per aiutare la stazione eretta è il diaframma, che perde un po’ della sua funzione. Di conseguenza – ricorda Mastrodicasa – i fluidi che si muovono all’interno delle due grandi cavità, addominale e toracica, rallentano il loro flusso perché manca la sua azione di spinta. I fluidi si muovono per azione della muscolatura striata, quindi se la muscolatura, e il diaframma in particolare, non riesce a spingerli, questi fluidi rallentano causando l’insorgere di patologie”.

“Con la fisioanalisi si riesce a liberare il diaframma dalla funzione di sostegno, migliorando il flusso del sangue, la respirazione, la digestione”, assicura. Risultati positivi che hanno trovato conferma anche nell’applicazione allo sport: “Lo scorso anno abbiamo condotto dei test sui calciatori di una delle più importanti squadre di calcio italiane. In particolare, attraverso una spirometria, è emerso come l’80% di questi calciatori respirasse molto meglio, confermando la mobilità del diaframma, con benefici su corsa, digestione e con una diminuzione anche gli infortuni”, conclude Mastrodicasa.

 

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Guarire il mal di schiena per allungare gli anni di vita

Pubblicato su adnkronos.com il 14/06/2017

Se si applicano le leggi della fisica alla medicina si può vivere più a lungo, riducendo il dolore e l’handicap delle malattie.

Nell’universo, come nella vita, non esiste un solo percorso lineare e diritto, ma infinite variabili, “linee curve” e possibili alternative. In poche parole, un numero infinito di gradi di libertà.
Un esempio può servire a comprendere meglio: quando compiamo un’azione volontaria ci aspettiamo un risultato che non sempre raggiungiamo perchè lo spazio che viviamo cambia continuamente. L’attuale livello evolutivo umano consente di utilizzare soltanto sistemi con un numero limitato di gradi di libertà, in cui è possibile, con una certa approssimazione, applicare le leggi della linearità. Perché, dunque, non dare al corpo la possibilità di sperimentare e utilizzare un numero sempre maggiore di gradi di libertà?
È qui che entra in azione la Fisioanalisi o Analisi Fisica, efficace tecnica che ricerca l’origine fisica di alcune patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico, interviene per restituire benessere ed equilibrio al corpo, consentendo di procedere verso una “sana” evoluzione.
Come si sa, il corpo si muove nel proprio spazio grazie a leggi fisiche specifiche, come la forza di gravità e la forza d’attrito.
La vita, nella sua componente fisiologica “tout court”, è la capacità di un corpo di vincere queste forze per sollevarsi e spostarsi su una massa, nel nostro caso la terra.
La scala evolutiva degli esseri viventi su basa sulla qualità del movimento e sulle componenti del corpo impiegate per questa funzione fondamentale. Le parti non utilizzate a questo scopo possono essere dedicate ad altro che si può definire intelligenza, ovvero (nella sua accezione legata alla Fisioanalisi) “integrazione a sempre maggiori gradi di libertà”.

L’umanità è la forma di vita più evoluta. Un assunto, questo, che non tiene conto solo delle componenti intellettive ed emotive, ma anche di quelle fisiche. E il motivo è presto detto: il nostro corpo vince più facilmente la forza di gravità, utilizzando soltanto gli arti superiori e inferiori. Il resto diventa appannaggio delle funzioni intellettive.
Due piedi, due gambe ed un bacino per sollevarsi dalla massa terrestre e per spostarsi; una colonna vertebrale, due braccia ed una testa per relazionarsi con l’universo. Come dire, la metà del corpo per “ancorarsi” alla vita e l’altra metà da dedicare all’intelligenza. Il progetto è questo, ma l’umanità non è ancora così evoluta.

L’uomo contemporaneo è molto concentrato sulle dinamiche del proprio intelletto e si cura poco invece del modo corretto e “naturale” di stare in piedi e di muoversi nello spazio fisico. Ci si dimentica, spesso, che l’originaria “radice animale” è comunque intimamente connessa con l’intelligenza.

Patologie sempre più diffuse come lordosi lombare, cifosi dorsale e verticalizzazione cervicale indicano che questa evoluzione è ben lontana dal compiersi del tutto, e che la parte superiore del corpo deve ancora aiutare quella inferiore nella lotta contro la forza di gravità.
Non può, dunque, vivere pienamente i gradi di libertà (gradi di intelligenza) che vorrebbe.
La cifosi dorsale indica che l’uomo è ancora fondamentalmente un quadrupede, e non è evoluto come crede.
Il mal di schiena segnala questo limite. È la spia che si accende quando l’usura dei tessuti è eccessiva, primo passo verso la malattia.

I muscoli antigravitazionali, contratti in maniera isometrica per garantire la stazione eretta e la vita, antagonizzano l’azione degli agonisti deputati alle azioni intelligenti, in un conflitto che inibisce il corpo e la mente.
Succede così che i muscoli, schiacciando lo scheletro, determinano la patologia della colonna vertebrale, e schiacciando i vari condotti (arterie, vene, vie respiratorie, digestive, urinarie ecc.) alterano in maniera significativa il movimento dei fluidi corporei (sangue, aria, cibo, urine ecc.).
Da qui ha inizio la malattia. Maggiori sono gli attriti, più veloce sarà l’usura degli organi. Il corpo umano non può sfuggire a questa legge universale.

La Fisioanalisi® (FA) corregge spontaneamente e in modo definitivo gli impedimenti che limitano la piena espressione della potenzialità evolutiva, permettendo così al corpo di vivere un numero maggiore di gradi di libertà e di evolversi in maniera sana.

Grazie a questa disciplina, il bacino si pone in posizione ortogonale alla leva del piede, in modo da formare una unità antigravitazionale completa che in maniera autonoma vince la forza di gravità, permettendo così alla parte superiore del corpo la libertà di dedicarsi alle altre funzioni, migliorandone le capacità fisiche ed intellettive e riducendo così l’incidenza della malattia.

La Fisioanalisi permette la distensione della colonna vertebrale riducendone le curvature cifotiche e lordotiche, risolvendo la causa delle diverse patologie. E, in ultimo ma non meno importante sul piano scientifico, questa innovativa tecnica permette di abbandonare il sistema tridimensionale della medicina contemporanea, per dare inizio ad una metodologia fondata sul sistema quadrimensionale, dove il tempo modifica lo spazio, e la gravitazione il tempo.

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il tempo fisioanalisi

Dalla giusta postura l’evoluzione umana

Articolo pubblicato su “Il Tempo” il 27 maggio 2017. Per visualizzare l’articolo in formato pdf, clicca qui

Stretching, ginnastica, fisioterapia, farmaci e interventi chirurgici ottengono spesso risultati poco soddisfacenti e non duraturi nella cura della patologia vertebrale. Questo perché si ignora la causa vera del deficit di postura, ovvero la lotta contro la forza di gravità, assunto fondamentale da cui parte la Fisioanalisi, efficace tecnica che ricerca l’origine fisica di alcune patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico e che interviene per restituire benessere ed equilibrio al corpo. L’uomo è la forma di vita più evoluta perché la più efficace a vincere la forza di gravità. A patto che utilizzi nel modo giusto le parti del proprio corpo.

La Fisionalisi si propone di correggere spontaneamente e per sempre questi impedimenti, e quindi i dolori che affliggono il paziente, permettendogli di recuperare l’elasticità e l’adattabilità del suo corpo e assumere la postura giusta. «Nelle situazioni più favorevoli bastano 5 o 6 incontri per ottenere il completo riposizionamento del corpo nello spazio» spiega il dottor Giuseppe Matrodicasa, pioniere di questa disciplina in Italia.

Nel primo incontro si mette il paziente nella condizione di percepire le contratture muscolari, e quindi il dolore. Nelle successive sedute, si interviene su anche, tratto lombare, dorsale e cervicale e alla fine la muscolatura della colonna vertebrale può rilassarsi, perché la lotta contro la forza di gravità è sempre meno necessario.

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Fisioanalisi, dalla giusta postura l’evoluzione umana

Dominio sulla forza di gravità e recupero della stazione eretta: su questi principi si misura la crescita evolutiva dell’uomo e la risoluzione dei dolori della colonna vertebrale.

Nella cura della patologia vertebrale stretching, ginnastica, fisioterapia, farmaci e interventi chirurgici ottengono spesso risultati poco soddisfacenti e non duraturi. La ragione è presto detta: si ignora la causa vera del deficit di postura, ovvero la lotta contro la forza di gravità, assunto fondamentale da cui parte la Fisioanalisi, efficace tecnica che ricerca l’origine fisica di alcune patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico e che interviene per restituire benessere ed equilibrio al corpo.

L’uomo è la forma di vita più evoluta perché la più efficace a vincere la forza di gravità. A patto che utilizzi nel modo giusto le parti del proprio corpo: i piedi, le gambe e il bacino per sollevarsi dalla terra e per spostarsi nello spazio; il tronco, le braccia e la testa per relazionarsi con il mondo. Come dire, una metà del corpo per assicurarsi la vita, l’altra metà per “esercitare” la propria intelligenza.

Tuttavia, gli scambi tra le diverse parti del nostro corpo e lo svolgersi dei rispettivi ruoli non sono sempre fluidi come dovrebbero. Al contrario, esistono ancora troppi ostacoli e attriti nelle azioni che svolgiamo; accade, dunque che, invece di vincere sulla forza di gravità, ce ne facciamo schiacciare. Secondo la Fisioanalisi, è proprio sulla capacità di dominare la forza gravitazionale che si misura l’evoluzione vera e completa dell’uomo.

La tecnica si propone di correggere spontaneamente e per sempre questi impedimenti, e quindi i dolori che affliggono il paziente, permettendogli di recuperare l’elasticità e l’adattabilità del suo corpo e assumere la postura giusta per raggiungere più facilmente l’obiettivo che in quel momento sta perseguendo.

Tanti obiettivi, tante posture differenti.

Come interviene la Fisioanalisi in questo processo di affrancamento dal peso gravitazionale?

“Nelle situazioni più favorevoli bastano cinque o sei incontri per ottenere il completo riposizionamento del corpo nello spazio – spiega il dottor Giuseppe Matrodicasa, pioniere di questa disciplina in Italia – ma anche una sola seduta di Analisi Fisica permette di alleviare in maniera definitiva i dolori muscolari più frequenti”.

“In ogni visita il paziente viene aiutato, attraverso un cilindro di legno posto sotto il piede per stimolare il riflesso plantare, a identificare il dolore che impedisce il libero utilizzo di un’articolazione o di una parte del corpo – spiega ancora Mastrodicasa – Si analizza il corpo del paziente per trovare la rigidità che lo costringe alla postura antalgica e per fare questo si utilizza il riflesso specifico per la stazione eretta, ossia il riflesso plantare”.

Nel primo incontro si mette il paziente nella condizione di percepire le contratture muscolari, e quindi il dolore, che limitano il movimento inconscio delle sue caviglie.

All’inizio si tenderà a rimanere nella vecchia posizione, poiché si considera questo l’unico equilibrio possibile. Successivamente, di solito entro un mese e con gradualità, il paziente si affrancherà da questa condizione di rigidità e sposterà l’equilibrio, e quindi il peso, del suo corpo sull’intero piede.

Dopo la prima visita, il paziente avrà ritrovato ed ampliato la base d’appoggio del suo piede e potrà iniziare a distendere i muscoli della parte superiore del corpo perché meno necessari, ritrovando una maggiore libertà di movimento.

Già soltanto con questa prima manovra, secondo la Fisioanalisi e sulla base dell’esperienza del dottor Mastrodicasa, si può risolvere una quota rilevantissima delle patologie dello scheletro.

Nelle successive sedute, si interviene sulle anche, sul tratto lombare, dorsale e cervicale. Alla fine del trattamento, la muscolatura della colonna vertebrale può rilassarsi perché il suo aiuto alla lotta contro la forza di gravità è sempre meno necessario.

Può tornare alle funzioni per cui è stata progettata: fornire precisione di movimento nell’esecuzione di atti complessi, ovvero dare intelligenza al corpo che si muove nello spazio.

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fisioanalisi leggo

Mal di schiena, da oggi è possibile combatterlo con la Fisioanalisi

Articolo pubblicato su “Leggo” il 3 maggio 2017.

Restituire benessere ed equilibrio al corpo grazie alla fisioanalisi, una sorta di psicoterapia del fisico che, come un elisir di lunga vita, sarebbe in grado di eliminare tutta una serie di dolori, di recuperare definitivamente una postura corretta e prevenire diverse patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico.  La fisioanalisi o analisi fisica si basa su un principio scientifico fondamentale: stimolare gravitazionalmente il riflesso plantare con il peso del proprio corpo per ottenere la distensione permanente della muscolatura antigravitazionale, e quindi la riduzione definitiva degli attriti che limitano il movimento e usurano gli organi.  

«La Fisioanalisi risolve le condizioni che impediscono al paziente di far cadere spontaneamente il peso del corpo sulla parte anteriore del piede», spiega Giuseppe Mastrodicasa, medico chirurgo e psicologo clinico che con questa tecnica di analisi ha trattato dal 1991 ad oggi oltre 10mila pazienti, di cui 6mila per conto della ASL RMF in qualità di Responsabile dell’U.O. di Analisi Fisica Muscolo Scheletrica per il recupero della postura. «In questo modo – aggiunge lo specialista – siamo in grado di ottenere il pieno utilizzo sia dell’azione di leva del piede sia del riflesso plantare. Quest’ultimo si trova, infatti, proprio nella parte più distante dalla leva del piede, e quindi saranno necessarie molte meno energie, sia muscolari che neurologiche, per mantenere una postura eretta».  

La muscolatura antigravitazionale, meno contratta per vincere la forza di gravità, schiaccerà meno lo scheletro e soprattutto la colonna vertebrale, che si potrà così distendere nello spazio. «Grazie alla fisioanalisi –  continua l’esperto – possiamo curare in maniera definitiva patologie come cifosi dorsali, lordosi lombari e verticalizzazioni cervicali, oltre che ridurre gli attriti che limitano il movimento e consumano muscoli, tendini ed articolazioni». La muscolatura si distende in maniera isotonica e cresce di lunghezza e quindi di efficienza mentre lo scheletro, i vasi e tutti gli altri condotti non sono più schiacciati e riacquistano la loro funzionalità. «Vincendo la forza di gravità, che abitualmente schiaccia e comprime il fisico e la psiche verso la terra – conclude Mastrodicasa – riusciamo a rimuovere un importante ostacolo al libero fluire delle energie fisiche e mentali. Il fisico, nella sua interezza, ne trae beneficio migliorando le proprie capacità funzionali e ammalandosi di meno». 

di Antonio Caperna
(leggocaperna@gmail.com)

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