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Mal di schiena e dolori articolari ? Con la Fisioanalisi si guarisce definitivamente

Restituire benessere ed equilibrio al corpo grazie alla Fisioanalisi, ovvero la ricerca dell’origine fisica di alcune patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico.
La Fisioanalisi o analisi fisica si basa su un principio scientifico importante: stimolando gravitazionalmente con il peso del corpo il riflesso plantare, si ottiene la distensione permanente della muscolatura antigravitazionale, e quindi la riduzione definitiva degli attriti che limitano il movimento e usurano gli organi.
Come si traduce in concreto questo principio? E, soprattutto, qual è la metodologia terapeutica? Secondo la Fisioanalisi, risolvendo le condizioni che impediscono al paziente di far cadere spontaneamente il peso del corpo sulla parte anteriore del piede, si avrà il pieno utilizzo sia dell’azione di leva del piede stesso, sia del riflesso plantare. Quest’ultimo si trova proprio nella parte più distale della leva del piede, e quindi saranno necessarie molte meno energie, sia muscolari che neurologiche, per ottenere la stazione eretta.

La muscolatura antigravitazionale, meno contratta per vincere la forza di gravità, schiaccerà meno lo scheletro e soprattutto la colonna vertebrale, che si potrà così distendere nello spazio, risolvendo in maniera definitiva patologie come cifosi dorsali, lordosi lombari e verticalizzazioni cervicali, e riducendo gli attriti che limitano il movimento e consumano muscoli, tendini ed articolazioni. Ma gli effetti della Fisioanalisi non si esauriscono qui: i muscoli più distesi schiacceranno meno anche tutti i tubi e le arterie di cui siamo costituiti, (vie arteriose e venose, vie digerenti, respiratorie, urinarie, linfatiche ecc.) nei quali si muovono i fluidi del corpo, e da cui ha origine buona parte delle patologie degenerative.
Questa tecnica è un mezzo efficace per ridurre il rischio di gravi malattie e prolungare gli anni di vita in maniera non ancora quantificabile, ma sicuramente molto significativa.

La muscolatura si distende in maniera isotonica e cresce di lunghezza, e quindi di efficienza, (gli antagonisti si rilasciano per favorire il movimento degli agonisti); lo scheletro, i vasi e tutti gli altri condotti non sono più schiacciati e riacquistano la loro funzionalità.
È una vera “crescita verso l’alto”, vincendo la forza di gravità che invece, schiaccia e comprime il fisico e la psiche verso la terra. Perché, se è vero che la forza di gravità è la nostra “leva” di ancoraggio, non si può negare che essa è anche ostacolo al libero fluire delle energie fisiche e mentali.
La Fisionalisi interviene sul rapporto dinamico che si crea tra questa ed il riflesso di opposizione, che dà al corpo la necessaria spinta verso l’alto.

Il fisico, nella sua interezza, ne trae beneficio migliorando le proprie capacità funzionali e ammalandosi di meno

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La fisioanalisi è la soluzione dei problemi della salute come auspicato dall’OMS

La FA, può essere considerata la più grande scoperta scientifica di sempre.

Preambolo alla costituzione dell’ O.M.S.
(Organizzazione Mondiale della Sanità)

La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale
e non semplicemente l’assenza di malattia o di infermità.

Possiamo distinguere tre aspetti essenziali del nostro “ben-essere” che vanno salvaguardati e che delimitano il così detto “Triangolo della salute”:
1) aspetto strutturale: ossa, muscoli, tendini, denti.
2) aspetto metabolico: i cibi che assumiamo e la funzionalità di intestino, fegato, reni, ecc.
3) aspetto emozionale: gioie e dolori, delusioni, paure, ansie, stress vari ecc.
A questi aspetti va aggiunta la capacità dell’ organismo di affrontare con successo le disfunzioni, ovvero l’ energia a disposizione per effettuare i necessari compensi.

Ciò, naturalmente, non significa essere totalmente esenti da disfunzioni o tendenze ad ammalare ma che le nostre risorse, in quel periodo, sono tali da consentirci di affrontare autonomamente la situazione. Quando infatti l’energia del Sistema è soddisfacente siamo in grado di sopportare un’ampia gamma di stimoli “negativi”. Se però, per qualche ragione, tale energia viene meno, la “banda di tolleranza” si restringe e cominciamo ad avvertire gli stimoli avversi come sensazioni di “mal-essere” in quanto il sistema ha perso la capacità di compensarli.

La Fisioanalisi (FA) risolve il mal-essere ed ottiene il ben-essere come definiti dall’OMS.

Quindi la FA è la soluzione dei problemi della salute come auspicato dall’OMS, e mai realizzato.

La salute non è semplicemente l’assenza di malattia o di infermità, ma il benessere fisio-psichico che deriva dalle sensazioni proprio-stato-enterocettive, che ci segnalano la capacità del corpo di affrontare, oltre l’ordinaria amministrazione, anche gli stimoli negativi.

La vita è la capacità di un corpo di sollevarsi e spostarsi su una massa, vincendo la forza di gravitazione (forza di interazione fondamentale) e la forza di attrito (forza dissipativa), e tra gli esseri viventi possiamo fare una scala dell’evoluzione in base alla qualità del movimento ed alla porzione del corpo utilizzata per questa funzione fondamentale che è la vita. Le parti del corpo non necessarie a questa funzione possono così essere dedicate ad altre funzioni che possiamo definire l’intelligenza.

L’uomo è la forma di vita più evoluta perché è quella che vince più facilmente la forza di gravità, ed una larghissima parte del suo corpo può essere dedicata all’intelligenza. Due piedi, due gambe ed un bacino per sollevarsi dalla massa terrestre e per spostarsi (la metà del corpo per assicurarsi la vita); un tronco, due braccia ed una testa per relazionarsi con l’universo (l’altra metà del corpo da dedicare all’intelligenza).

Ma se questo è il progetto, l’umanità non è ancora così evoluta.

La cifosi dorsale è largamente diffusa, e spesso addirittura notiamo anche la lordosi lombare e la verticalizzazione cervicale. Sono deficit che indicano che l’evoluzione non è così avanzata come ci illudiamo, e che la parte superiore del corpo deve aiutare ancora quella inferiore in questa lotta contro la forza di gravità (come avere ancora quattro zampe), e che, quindi, viviamo una situazione di precarietà ed insicurezza reale che incide sulla salute fisica e mentale, oltre che sulle capacità.

I muscoli antigravitazionali, così contratti in maniera isometrica, antagonizzano l’azione degli agonisti in un conflitto che inibisce la psiche, compromettendo l’aspetto emozionale.
Gli stessi muscoli schiacciano lo scheletro determinando la patologia dei muscoli stessi, dei tendini e delle ossa.
Poiché comprimono tutto ciò che si trova sotto incidono in maniera significativa anche sul movimento dei fluidi corporei (aria, sangue, cibo, urine ecc.) compromettendo il metabolismo.
La salute, il ben-essere, è soltanto una questione di attriti: maggiori sono gli attriti, minore è la resa funzionale di quell’apparato, di quell’organo, che, inoltre, tende a rompersi prima (la malattia).

La FA corregge spontaneamente e permanentemente gli impedimenti che limitano la piena espressione del progetto ingegneristico rappresentato nel corredo cromosomico animale.

La FA posiziona il bacino ortogonalmente ai piedi, in modo da formare quell’unità antigravitazionale completa che in maniera autonoma vince la forza di gravità, permettendo alla parte superiore del corpo la libertà di dedicarsi alle funzioni più evolute con minor limiti, migliorando le capacità (anche intellettive) e riducendo l’incidenza della malattia.

La FA ottiene quella salute che è l’obiettivo finale dell’uomo modificando il 1° punto del triangolo della salute secondo l’OMS, l’aspetto strutturale, che a sua volta determina la modificazione del 2° e 3° punto, che dal primo dipendono.

La FA agisce sull’interazione gravitazionale, conseguenza diretta della curvatura spaziotemporale, dilatando così le quattro dimensioni.

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Mal di schiena? Si può sconfiggere

La fisica ci insegna che in questo universo esistono leggi e forze che conosciamo bene e che non sono in discussione. Tra queste la legge di gravitazione universale che sulla terra sperimentiamo come forza di gravità e la forza d’attrito (forza dissipativa).

Possiamo definire la vita la come la forza che ha un corpo per vincere queste forze, e quindi, per sollevarsi e spostarsi nello spazio su una massa, nel nostro caso la terra; un tavolo, un sasso non sono vivi perché non sono capaci di vincere queste forze, non possono sollevarsi e spostarsi. Gli esseri viventi lo possono fare. Tra gli esseri viventi possiamo fare una scala dell’evoluzione in base alla quantità del corpo necessaria per questa funzione basilare che, come appena detto, è la vita. Le rimanenti parti del corpo possono così essere dedicate ad altre funzioni che, a questo punto, potremo definire l’intelligenza.

L’uomo è la forma di vita più evoluta perché è quella che vince più facilmente la forza di gravità, e così ha una larghissima parte del suo corpo da dedicare all’intelligenza. Due piedi, due gambe ed un bacino per sollevarsi dalla massa terrestre e per spostarsi nello spazio -la metà del corpo per assicurarsi la vita; un tronco, due braccia ed una testa per relazionarsi con l’universo – l’altra metà del corpo da dedicare all’intelligenza. Il tutto fluidamente, con attriti minimi che non ostacolano la vita e le azioni e che contengono il logorio del corpo.

Ma l’umanità non è ancora evoluta come crede.

Lordosi lombare, cifosi dorsale e verticalizzazione cervicale (e la relativa patologia) indicano che questa evoluzione è molto meno avanzata di quanto l’uomo creda, e che la parte superiore del corpo deve aiutare ancora quella inferiore in questa lotta contro la forza di gravità; deve contrarsi ancora, quasi come quando le braccia erano zampe e l’aiutavano a sollevarsi, siamo ancora un po’ quadrupedi.

In questa condizione i muscoli antigravitazionali, contratti per la stazione eretta, antagonizzano l’azione dei muscoli agonisti, in un conflitto che inibisce il movimento. Queste contratture schiacciano lo scheletro e ne aumentano gli attriti articolari, determinandone la patologia;

comprimono tutto ciò che vi si trova al di sotto, incidendo in maniera importante anche sul movimento dei fluidi corporei (aria, sangue, cibo, urine ecc.). Per l’usura degli attriti inizia la patologia organica degenerativa ed il corpo perde la potenzialità di crescita e di vita. Sono le forze di attrito, come detto dissipative, che logorano gli organi. Maggiori sono gli attriti, prima si rompe l’oggetto, l’organo o qualsiasi cosa appartenga a questo universo.

Risolvere gli impedimenti che determinano queste curvature eccessive della colonna vertebrale significa affrancarla dalla funzione di sostegno alla stazione eretta per dedicarla allo sviluppo del movimento riducendo, appunto, gli attriti per cui i nostri organi durano più a lungo. Siamo più sani.

La Fisioanalisi (FA) corregge spontaneamente e per sempre questi impedimenti. Attraverso la rimozione degli impedimenti che limitano la piena espressione del progetto ingegneristico rappresentato nel corredo cromosomico animale, la FA riposiziona il bacino ortogonalmente ai piedi, in modo da formare quell’unità antigravitazionale completa che in maniera autonoma vince la forza di gravità. In questo modo, la FA restituisce alla parte superiore del corpo la libertà di dedicarsi alle funzioni più evolute senza limiti, quindi in maniera più efficace. L’incidenza della malattia si riduce per la minore usura dovuta al ridotto impegno.

E’ il bacino-baricentro sui piedi-fondamenta che deve vincere questa lotta contro la forza di gravità, grazie alle lunghe leve degli arti inferiori tibia e femore -una leva lunga è infatti un moltiplicatore di forza eccezionale ed insuperabile.

La colonna vertebrale, con le sue molteplici leve cortissime, non deve essere forte ma deve invece fornire precisione di movimento nell’esecuzione di atti più complessi, l’intelligenza.

La terapia di FA utilizza la stimolazione del riflesso plantare per ricercare le rigidità muscolari che non permettono il rilasciamento di questi muscoli antagonisti del movimento. In quanto riflesso di primo grado, il riflesso plantare è una via molto rapida, che si dimostra validissima per determinare la contrazione elastica della muscolatura antigravitazionale. I muscoli passano spontaneamente dalla condizione isometrica a quella, fisiologica, isotonica.

La Terapia è dunque una analisi dei muscoli antigravitazionali per mezzo di questo riflesso, al quale viene restituito il controllo su di essi, eliminando le interferenze da parte dei neuroni discendenti delle vie nervose superiori.

Potremmo definirlo un ritorno alla stazione eretta “animale”, molto più efficace di quella “umana”, della parte inferiore del corpo. Alla condizione “umana” lasciamo il dominio sulla metà superiore del corpo, con le sue funzioni più strettamente dipendenti dal sistema nervoso più evoluto.

SCOPRIAMO CHE LA MITOLOGIA E’ SCIENZA.

Se si considera che al motoneurone periferico arrivano tre vie nervose: arco riflesso, vie extrapiramidali e vie piramidali, si capisce che è sulla prevalenza di una via sull’altra che si basa tutta la terapia di FA.

La stimolazione proveniente dalla periferia (arco riflesso) oltre a determinare il movimento riflesso è fondamentale per la vita del muscolo essendo la stimolazione che permette il trofismo (la vita) della cellula. D’altra parte, se è vero che la stimolazione proveniente dalle vie nervose superiori determina il movimento volontario, è anche vero che può danneggiare il trofismo muscolare, essendo inibitoria del movimento involontario (riflesso).

La muscolatura (ed il sistema nervoso che la coordina) sono la vita; gli altri organi sono servizi indispensabili del sistema neuro-muscolare.

Da queste argomentazioni incontrovertibili nasce la Fisioanalisi, una tecnica con venti anni di sviluppo, che si è dimostrata in grado di poter migliorare la stazione eretta dei pazienti, correggendo i più diffusi deficit posturali, eliminando quasi tutti i dolori cronici, riducendo l’usura dell’intero corpo, e quindi la malattia degenerativa e l’invecchiamento; senza effetti collaterali, rapidamente e definitivamente.

Come già detto: evoluzione, intelligenza, salute.

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Miologia: il movimento volontario

Il movimento volontario ha inizio nella corteccia cerebrale. Da qui partono i nervi che, attraversando l’asse encefalo spinale, giungono fino al motoneurone periferico, che a sua volta raggiunge la fibra muscolare.
Potremmo dire che questa via è composta da due soli neuroni, uno crea lo stimolo e lo conduce al midollo spinale, l’altro lo porta fino al muscolo; ma in effetti non è proprio così, perché anche il più semplice movimento volontario è estremamente complesso.
La volontà invia lo stimolo, ma, affinché l’atto voluto si compia, è necessaria la contrazione dei muscoli agonisti ed il rilasciamento dei muscoli antagonisti. Questi meccanismi non sono controllati dalla volontà, ma si compiono automaticamente attraverso il complesso meccanismo dei riflessi nervosi, che si svolge nel sistema centrale spinale ed encefalico e mai nella corteccia cerebrale, e quindi non è mai cosciente.
Questo complesso sistema di vie nervose automatiche costituisce il sistema motore extrapiramidale.
Ad esempio, si consideri una persona che calcia un pallone. I muscoli estensori del ginocchio dell’arto che deve colpire il pallone ricevono il comando volontario di contrarsi ed i muscoli antagonisti del movimento, i flessori, devono invece rilasciarsi; i muscoli dell’altro arto devono fissare una posizione, che garantisca una base d’appoggio solida, che consenta al resto del corpo una posizione dinamica ed assicuri l’equilibrio nella postura più adatta a colpire efficacemente il pallone. In effetti, tutti i muscoli del corpo sono chiamati a partecipare al movimento perché sia coordinato. Alcuni si contraggono in modo isometrico, altri si contraggono in modo isotonico ed altri ancora si rilasciano per non antagonizzare il movimento. Sono però gli atti riflessi complessi (che si organizzano con l’esperienza) che, innescati al solo comando della volontà, portano a colpire il pallone in maniera efficace, giacché non sarebbe assolutamente possibile coordinare così tante azioni simultanee in modo volontario.
Il sistema nervoso extrapiramidale è quello che coordina il movimento volontario, facilitando lo stimolo verso alcuni muscoli e inibendo quello verso altri, sulla base di sensazioni provenienti dalle fibre afferenti propriocettive e statocettive.
Dovrebbe dunque essere facile comprendere ora l’origine dell’infortunio muscoloscheletrico in una condizione di percezione alterata da posture antalgiche che inibiscono il regolare svolgimento dell’azione, sia questa un calcio ad un pallone o la leggera flessione sul lavandino per lavarsi il viso, oppure qualsiasi altro atto, che appare banale ma che, abbiamo visto, non è mai né banale né semplice.
Per tanto, il paziente per non infortunarsi è costretto a limitare i movimenti, perdendo sempre più le sue capacità. La sua vita è sempre più limitata: invecchia. L’alternativa è l’infortunio.

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La più grande scoperta scientifica di sempre

La cifosi dorsale causa nel tempo lesioni e dolore in tutta la colonna vertebrale, difficoltà respiratorie e digestive, irregolarità cardiovascolari, e una notevole riduzione della qualità della vita.

Nell’universo esistono leggi e forze fisiche che conosciamo bene e che non sono in discussione,  tra queste la forza gravità e la forza d’attrito. La vita è la capacità di un corpo di vincere queste forze per sollevarsi e spostarsi su una massa.

Tra gli esseri viventi possiamo fare la scala dell’evoluzione in base alla qualità del movimento ed alla quantità del corpo necessaria per questa funzione fondamentale che, abbiamo detto, è la vita stessa. Le parti del corpo non utilizzate per questa funzione possono essere dedicate ad altre funzioni che possiamo definire l’intelligenza.

L’uomo è la forma di vita più evoluta perché è quella che vince più facilmente la forza di gravità, e può dedicare una larghissima parte del suo corpo all’intelligenza. Due piedi, due gambe ed un bacino per sollevarsi dalla massa terrestre e per spostarsi (la metà del corpo per assicurarsi la vita); un tronco, due braccia ed una testa per relazionarsi con l’universo (l’altra metà del corpo da dedicare all’intelligenza).

Lordosi lombare, cifosi dorsale e verticalizzazione cervicale indicano che questa evoluzione è molto arretrata, e che la parte superiore del corpo deve ancora aiutare quella inferiore in questa lotta contro la forza di gravità.

Così questi muscoli contratti in maniera isometrica antagonizzano l’azione degli agonisti in un conflitto che inibisce la mente. Inoltre schiacciando lo scheletro ne determinano la patologia, e comprimendo tutto ciò che si trova sotto di loro incidono in maniera significativa sul movimento dei fluidi corporei (aria, sangue, cibo, urine ecc.) Maggiori sono gli attriti, prima si rompe l’oggetto, l’organo o qualsiasi cosa appartenga a questo universo.

La Fisioanalisi* (FA) corregge spontaneamente e permanentemente gli impedimenti che limitano la piena espressione del progetto ingegneristico rappresentato nel corredo cromosomico.

La FA posiziona il bacino ortogonalmente ai piedi, in modo da formare quell’unità antigravitazionale completa che in maniera autonoma vince la forza di gravità, permettendo alla parte superiore del corpo la libertà di dedicarsi alle funzioni più evolute, migliorando le capacità intellettive e riducendo l’incidenza della malattia.

La Fisioanalisi* (FA) corregge spontaneamente e permanentemente gli impedimenti che limitano la piena espressione del progetto ingegneristico rappresentato nel corredo cromosomico.

La FA posiziona il bacino ortogonalmente ai piedi, in modo da formare quell’unità antigravitazionale completa che in maniera autonoma vince la forza di gravità, permettendo alla parte superiore del corpo la libertà di dedicarsi alle funzioni più evolute, migliorando le capacità intellettive e riducendo l’incidenza della malattia.

*Studio elaborato presso la ASL RMF

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