Cos’è la Fisioanalisi

PRESENTAZIONE DELLA TERAPIA DI ANALISI FISICA

L’Analisi Fisica è la ricerca dell’origine Fisica della patologia medica.

Si basa su una scoperta scientifica originale:

STIMOLANDO GRAVITAZIONALMENTE CON IL PESO DEL CORPO IL RIFLESSO PLANTARE SI OTTIENE LA DISTENSIONE PERMANENTE DELLA MUSCOLATURA ANTIGRAVITAZIONALE, E QUINDI LA RIDUZIONE DEFINITIVA DEGLI ATTRITI CHE LIMITANO IL MOVIMENTO E USURANO GLI ORGANI.

Nella pratica:
risolvendo analiticamente, secondo la Fisioanalisi, le condizioni che impediscono al paziente di far cadere spontaneamente il peso del corpo sulla parte anteriore del piede avremo il pieno utilizzo sia dell’azione di leva del piede stesso, che del riflesso plantare, posto proprio nella parte più distale di detta leva, e quindi saranno necessarie molte meno energie, sia muscolari che neurologiche, per ottenere la stazione eretta.

La muscolatura antigravitazionale, meno contratta per vincere la forza di gravità, schiaccerà meno lo scheletro, e soprattutto la colonna vertebrale, che così si potrà distendere nello spazio, risolvendo cifosi dorsali, lordosi lombari e verticalizzazioni cervicali, e riducendo gli attriti che, appunto, limitano il movimento e consumano muscoli, tendini ed articolazioni;

questi muscoli meno contratti schiacceranno meno anche tutti i tubi di cui siamo costituiti, (vie arteriose e venose, vie digerenti, respiratorie, urinarie, linfatiche ecc.) e in cui si muovono i fluidi del corpo, e da cui dipende la maggior parte della patologia degenerativa che ci porta a malattia, e poi a morte.

QUESTA TECNICA E’ IL MEZZO PER RIDURRE LA PATOLOGIA DELL’UOMO IN GENERALE, E PROLUNGARE GLI ANNI DELLA SUA VITA IN MANIERA NON ANCORA QUANTIFICABILE, MA SICURAMENTE MOLTO SIGNIFICATIVA.

La muscolatura si distende in maniera isotonica e cresce di lunghezza, e quindi di efficienza, (gli antagonisti si rilasciano per favorire il movimento degli agonisti).

Lo scheletro, i vasi e tutti gli altri condotti non sono più schiacciati, e riacquistano la loro funzionalità.

E’ una vera crescita verso l’alto, vincendo la forza di gravità che invece, schiaccia e comprime il fisico e la psiche verso la terra.

Il CORPO, nella sua interezza, ne trae beneficio migliorando le proprie capacità funzionali e usurandosi, quindi ammalandosi, di meno.

OBIETTIVI PRINCIPALI DELL’ANALISI FISICA

Non esiste la “postura corretta”, quella valida per ogni situazione.

Lo scopo di questa terapia è quello di permettere al paziente di recuperare l’elasticità e l’adattabilità del suo corpo per assumere la postura che gli permette di raggiungere più facilmente l’obiettivo che in quel momento sta perseguendo.

Tanti obiettivi, tante posture differenti.

Tutte le numerose forme morbose che traggono origine da questa difficoltà di modificazione continua della propria disposizione nello spazio (postura) ne traggono beneficio.

Otteniamo questo risultato tramite un processo di “analisi” di tipo bioenergetico del corpo fisico.

Gli scarsi risultati ottenuti con le varie tecniche posturali, di stretching, ginnastiche posturali, fisioterapie, farmaci, interventi operatori e quant’altro oggi comunemente usato per raggiungere questo scopo, sono imputabili al fatto che non risolvono la causa del deficit di postura: la lotta contro la forza di gravità.

Con queste tecniche ci si costringe a posizioni che non fanno parte del nostro equilibrio (modo di essere) e quindi si perdono con facilità perché, per difesa, inconsciamente, tendiamo a tornare nella vecchia posizione, e a continuare a traumatizzare il corpo (e la psiche).

Con l’Analisi Fisica, invece, si ricerca la rigidità articolare causa della postura antalgica e la si risolve con la stessa prontezza e con gli stessi mezzi neurologici con cui si ritrae una mano da una fiamma, e come dopo la scottatura non si toccheranno più per tutta la vita oggetti che ustionano, perché ormai si comprende il significato della parola “scottatura”, prima dell’esperienza incomprensibile, così si cambierà per sempre il tono del muscolo responsabile del deficit posturale, perché inconsciamente si comprende la limitazione che impone alla propria vita.

Abbiamo fatto un’esperienza e quindi appreso un comportamento.

Nelle situazioni più favorevoli, che sono poi la maggior parte, bastano cinque incontri più uno, per ottenere il completo riposizionamento del corpo nello spazio, ma anche una sola seduta di Analisi Fisica permette di alleviare in maniera definitiva i dolori muscolari più frequenti.

In ogni visita il paziente viene aiutato, attraverso un cilindro di legno di varia dimensione posto sotto il piede per stimolare il riflesso plantare, a trovare analiticamente il dolore che impedisce il libero utilizzo dell’articolazione in esame.

Si analizza il corpo del paziente alla ricerca della rigidità che lo costringe alla postura antalgica utilizzando il riflesso specifico per la stazione eretta, appunto il riflesso plantare.

Subito dopo la terapia la muscolatura si rilascia ed il Paziente, in un tempo molto variabile, di solito intorno ai trenta giorni, si riappropria completamente del movimento involontario dell’articolazione analizzata; in questo tempo tutto il corpo si ridispiega spontaneamente nello spazio perché non è più condizionato dalla situazione di dolore inconscio ormai conosciuta e risolta. Perde la postura rigida perché antalgica.

Nel primo incontro si mette il Paziente nella condizione di percepire le contratture muscolari, e quindi il dolore, che limitano il movimento inconscio delle sue caviglie ottenendo l’immediata risoluzione della rigidità al movimento di flesso/estensione del piede.

All’inizio il Paziente tenderà a rimanere nella vecchia posizione perché per tanti anni è vissuto condizionato da quella rigidità e le esperienze che ha fatto lo portano a temere ancora la perdita di quello che lui considera l’unico equilibrio possibile, ma nei trenta giorni successivi, vivrà il conflitto tra la vecchia posizione -(certezza anche se con le sue difficoltà)- e libertà di movimento, e prima timidamente, poi, man mano che farà esperienze, sempre più liberamente, ma tutto sempre e soltanto inconsciamente, si affrancherà da questa condizione di rigidità e sposterà l’equilibrio, e quindi il peso, del suo corpo sull’intero piede.

L’intera evoluzione dipende dalla peculiarità del piede umano che ha permesso la stazione eretta bipede affrancando gli arti anteriori dalla funzione antigravitazionale.

Ma se la caviglia è rigida e si utilizza soltanto una parte del piede si torna alla postura animale con la contrazione dei muscoli periscapolari come per utilizzare ancora gli arti anteriori in aiuto agli arti posteriori.

Appunto: cifosi dorsale, verticalizzazione cervicale, lordosi lombare come viene indicato nella scala evolutiva.

Invece il paziente dopo la prima visita avrà ritrovato ed ampliato la base d’appoggio del suo piede e quindi ora potrà cominciare a lasciar distendere i muscoli della parte superiore del corpo perché meno necessari, ritrovando una maggiore libertà di movimento.

Le contratture dei muscoli non sono casuali ma finalizzate alla stazione eretta;

non possiamo risolvere le contratture cervicali se non rimettiamo il paziente con i piedi per terra; quelle contratture cervicali, in carenza di un valido sostegno delle strutture sottostanti, servono a stare eretti.

Già soltanto con questa prima manovra si può risolvere una quota rilevantissima della patologia dello scheletro.

Dopo venti giorni il Paziente ha risolto il suo conflitto ed ormai staziona sui piedi inconsciamente e stabilmente e può tornare per continuare il cammino terapeutico.

Nella seconda terapia si mette il Paziente nella condizione di percepire le contratture muscolari che limitano il movimento inconscio delle articolazioni delle anche:

questa volta otteniamo l’immediata risoluzione della rigidità che impedisce il movimento inconscio di flesso/estensione dell’articolazione coxofemorale e la ridislocazione del bacino sui piedi, che così si riappropria del ruolo di baricentro del corpo.

Inoltre la ridistribuzione dello sforzo articolare su tutta la superficie della testa del femore e dell’acetabolo determina la riduzione dell’usura e la prevenzione dell’artrosi dell’anca che tanto ci costa in termini di salute.

Quindi:

  1. con la prima terapia abbiamo fatto in modo che il Paziente recuperasse le fondamenta per il suo equilibrio, abbiamo ridato al corpo un’ampia base d’appoggio, il pieno utilizzo dei piedi -(che sono più grandi di quelli animali per permettere la stazione eretta su due soli arti)-
  2. con la seconda terapia abbiamo messo il baricentro su questa base.

E tutti sappiamo, dalle nozioni di fisica, che se il baricentro di un corpo, di qualsiasi corpo, cade gravitazionalmente sulla base di appoggio quel corpo non può cadere.

Questa certezza, avvertita dal paziente attraverso le sensazioni propriocettive, statocettive ed enterocettive determinerà un rilasciamento muscolare del Paziente; i suoi muscoli antigravitazionali si allungheranno ancora riducendo lo schiacciamento delle ossa e l’opposizione ai muscoli del movimento; i dolori saranno sempre più rari.

A questo punto la muscolatura della colonna vertebrale può rilasciarsi perché il suo aiuto alla lotta contro la forza di gravità è sempre meno necessario; può tornare alle funzioni per cui è stata progettata e che aveva ridotto per il suo impegno in aiuto alle gambe, e nelle successive tre volte, sempre ogni trenta giorni, potremo risolvere le contratture del tratto lombare, dorsale e cervicale.

Il Paziente affrancato dalla paura di cadere, che si esprime attraverso il dolore, avrà davanti a se una vita più tranquilla.

Avremo una persona che non soltanto non ha più dolori e quindi si ammala di meno, ma che la mattina non teme di alzarsi, perché lo fa con facilità, utilizzando i mezzi più opportuni per questo grande sforzo –(non bisogna dimenticare che l’uomo è l’unico animale che ci è riuscito, e da qui l’evoluzione)- e affrancato dal timore e dal dolore della perdita dell’equilibrio, si dedica più efficacemente agli impegni della vita.

L’ORIGINE SCENTIFICA DELL’ ANALISI FISICA: DA WILHELM REICK AD ALEXANDER LOWEN

Dobbiamo a Wilhelm Reich la prima intuizione sull’identità funzionale tra il carattere di una persona e il suo atteggiamento corporeo.

Chiamò «armatura» o «corazza» la serie di contratture, o tensioni muscolari croniche del corpo, che servono a proteggere la persona dalle emozioni dolorose e minacciose.

Lo proteggono dall’ansia. Quindi potremmo affermare che ogni individuo esprime la tranquillità psicologica anche attraverso gli atteggiamenti del corpo.

Reich notò come nelle nevrosi è sempre presente la tendenza a trattenere il respiro e come l’inibizione del respiro venga attuata attraverso il blocco in inspirazione. Concluse che il trattenere il respiro serve a diminuire l’energia dell’organismo attraverso la riduzione delle attività metaboliche, ottenendo così anche la riduzione della produzione di ansia.

In tal senso, il primo passo terapeutico da fare sarebbe quello di stimolare la respirazione.

Per Reich l’obiettivo della terapia era di ottenere che la persona acquisisse la capacità di abbandonarsi completamente ai movimenti involontari del corpo.

Particolare importanza assegnò quindi alla respirazione, in considerazione del fatto che ogni movimento sia in ogni caso parte integrante del processo respiratorio.

Giunse infine alla conclusione che la salute emotiva sia legata all’abbandono nella pratica sessuale, notando le numerose difficoltà sessuali delle persone nevrotiche. Chiamò potenza orgasmica questa capacità di lasciarsi andare nell’atto sessuale, come risposta involontaria della totalità del corpo agli stimoli che percepisce.

Questi movimenti involontari furono da lui assimilati a quelli provocati dalla respirazione libera.

Nella respirazione la pelvi si muove con una rotazione posteriore nella inspirazione, e con una rotazione anteriore nella espirazione. Quindi, una respirazione libera permette anche libertà di movimento pelvico.

Alexander Lowen, allievo di Reich, utilizzò gli insegnamenti del suo maestro per sviluppare una teoria e un metodo analitico che chiamò “bioenergetica”.

Lui stesso definisce la bioenergetica «un modo di comprendere la personalità in termini dei suoi processi energetici.

Questi processi, cioè la produzione di energia attraverso la respirazione, il metabolismo e la scarica di energia nel movimento, sarebbero per lui le funzioni basilari della vita.

La terapia bioenergetica associa il lavoro sul fisico a quello sulla mente, per aiutare le persone a risolvere i problemi emotivi, aumentando così la capacità di provare piacere e gioia di vivere.

Tesi fondamentale della bioenergetica è che il corpo e la mente sono uguali funzionalmente; e quindi quello che succede nella mente riflette quello che succede nel corpo e viceversa.

È considerata fondamentale la relazione tra corpo, mente e processi energetici.

Ciò che si pensa influenza i sensi, e ciò che si sente influenza il pensiero.

La rigidità o la tensione cronica diminuiscono la vitalità della persona, riducendo la quantità di energia. Considera la libertà vitale di un neonato, e la contrappone alla rigidità della vecchiaia e poi della morte.

Ogni stress produce una tensione che dovrebbe scomparire al termine della situazione stressante. Se però le tensioni sono croniche, queste persistono anche dopo la fine dello stress che le ha provocate, come atteggiamento del corpo o assetto muscolare inconscio.

La bioenergetica prescrive esercizi e massaggi per ottenere il rilasciamento dei muscoli. Lo scopo degli esercizi è quello di permettere a chi li esegue di entrare in contatto con le proprie tensioni e di rilasciarle tramite movimenti appropriati.

Il lavoro così eseguito non si sostituisce a una terapia analitica, ma è proposto come ausilio alla psicoterapia.

In alternativa, i soli esercizi, se costantemente praticati, vengono consigliati per aumentare la propria energia vitale e, quindi, la capacità di provare piacere.

 

DA LOWEN A MASTRODICASA

La teoria di Alexander Lowen apre una nuova, importante strada alla terapia analitica dell’uomo.

Non più soltanto l’esame dei ricordi e dei fatti vissuti, troppo spesso filtrati dalla personalità del soggetto analizzato e dal suo modo di pensare, e quindi dalle sue personali esperienze, che pertanto li trasforma in dati di riferimento non obiettivi.

Non più l’analisi dei sogni, per tentare di entrare in uno spazio vietato alla coscienza, dove le resistenze sono state abbandonate per permettere il riposo.

Con Reick e Lowen finalmente si entra in un mondo analitico di sensazioni non più ipotizzate, ma provate sensorialmente.

Si abbandona, cioè, la strada dell’ipotetico, dell’irreale, dell’onirico, per iniziare a percorrere, invece, quella del sensoriale e dell’assolutamente reale.

Utilizzando poi la geniale intuizione di Wilhelm Reich sulla corazza muscolare, che l’uomo si sarebbe costruito addosso per proteggersi dalla vita, Lowen inizia a sperimentare su se stesso esercizi e posizioni, attraverso cui ritiene di poter raggiungere il rilasciamento del corpo.

Lavorando così su di sé, e in base alle sue personali necessità, sente il bisogno di ricercare posizioni e movimenti del corpo, che gli consentano di superare le difficoltà che man mano percepisce.

Racconta a tale proposito di come, dopo vari tentativi senza esito, sia riuscito a trovare la posizione del «grounding», o radicamento, che rivendica come esclusiva della bioenergetica.

Il grounding consiste in un’iniziale posizione di flessione anterìore del busto, con le ginocchia flesse e le mani che toccano il pavimento. Da questa posizione di partenza si esegue poi una graduale ma costante estensione delle ginocchia, fino ad avvertire una vibrazione nelle gambe.

Lo scopo dell’esercìzio è quello di liberare le gambe dalla contrattura che le immobilizza, riappropriandosi così delle sensazioni che arrivano dagli arti inferiori e aumentando la percezione di solidità della presa a terra.

Il momento successivo prevede la terapia psicoanalitica delle emozioni emerse nel corso dell’esercizio, o nei giorni successivi, ed avvertite più o meno consciamente dal soggetto analizzato, fino al raggiungimento della causa primaria di quella postura.

Diversamente, infatti, il corpo, che non ha raggiunto nessuna consapevolezza, tende a ritornare in brevissimo tempo ad assumere la posizione precedente all’esercizio, perché posizione di difesa e perciò necessaria all’equilibrio dell’intero scheletro.

Quindi, continuando a praticare l’esercizio, si ottiene una sollecitazione continua ad abbandonare la posizione originaria, e un’analisi sempre più approfondita e consapevole delle emozioni emerse.

Ma è necessario così arrivare alla soluzione della causa, che è all’origine del problema nevrotico.

Se infatti non si risolve la causa, e si continua nell’esercizio fisico, l’individuo, per la sollecitazione costante ad abbandonare la posizione, può ritrovarsi senza la difesa che si era organizzato, e quindi esposto alle sensazioni sgradevoli o addirittura dolorose che la difesa gli ha invece finora evitato.

L’Analisi Fisica del dott. Mastrodicasa, che affonda le sue radici nei concetti esposti da Lowen, finisce però col differenziarsi nettamente dalla bioenergetica.

Come anche il nome infatti vuole esprimere, la Fisioanalisi è soltanto analisi del fisico.

Non ci sono movimenti che risolvono le contratture, ma solo esercizi analitici, che lasciano al sistema nervoso il compito di riorganizzare carattere e postura.

La Fisioanalisi è la riconquista della fiducia in se stessi, l’abbandono totale al sistema nervoso motore extrapiramidale, quello che possiamo considerare il vecchio inconscio della psicoterapia.

Soltanto un sistema così specializzato nell’arte della sopravvivenza può essere deputato a scegliere quali sono le resistenze che il corpo può abbandonare e quali, invece, quelle che devono essere mantenute. Non bisogna infatti dimenticare che si chiamano difese perché si tratta di resistenze che difendono la persona da situazioni che in quel momento, o in quella fase, o per quella persona, sono assolutamente intollerabili.

Quindi si può rimuovere una resistenza di difesa, ma solo se ormai superata da una modificazione globale dell’equilibrio.

Si deve infatti pensare che quando muoviamo una mano, anche solo una mano, tutto il resto del corpo deve modificare il proprio assetto, perché venga mantenuto l’equilibrio desiderato.

Anche una piccola modifica del comportamento presuppone una modificazione generalizzata del carattere, che è l’equilibrio psicologico dell’individuo.

Non si può pensare di modificare il proprio modo di essere soltanto in una determinata situazione.

Ogni azione manifesta il carattere della persona che la esegue, e quindi è sempre l’espressione della totalità della persona.

È evidente perciò che non può essere l’analista a scegliere per il proprio analizzato la postura o il carattere che giudica migliore.

Ed è proprio in questi termini che l’analisi della psiche trova i suoi limiti maggiori.

 

L’ORIGINE AMMINISTRATIVA DELL’ANALISI FISICA

Nel 1999:

fu istituito nella ASL RM F di Civitavecchia, Direttore Sanitario Aziendale il dr Salvatore Squarcione, un ambulatorio di Psicologia Clinica ad orientamento Bioenergetico secondo la scuola del prof. Lowen. che ricercasse quanto di concreto ci fosse nelle affermazioni del prof Reich

Vista l’imponente incidenza, ed i relativi costi per il SSN, della patologia muscolo-scheletrica”,

questo ambulatorio ebbe l’obiettivo di curare, in maniera più efficace e meno dispendiosa, tale patologia.

Per tale scopo si ritornò alle teorie del prof. Reich (maestro di Lowen), teorie che erano state accantonate perché consideravano l’essenzialità del “bacino-baricentro del corpo” nel mantenimento della stazione eretta bipede, e ciò, molto poco scientificamente, era stato considerato immorale, all’inizio del XX secolo.

Nel 2003:

l’Azienda Sanitaria, Direttore Sanitario Aziendale il dr Giuseppe Quintavalle, delibera

Considerato

la rilevanza epidemiologica della malattia muscoloscheletrica, che la pone tra le patologie di interesse sociale più diffuse …

che i dati SIAS evidenziano per la branca specialistica prestazioni erogate a residenti anche in altre aziende sanitarie regionali ed extraregionali …

Ritenuto

Di dover strutturare programmi efficaci nell’ambito della diagnostica, terapia e prevenzione della patologia in oggetto … che contribuiscano a richiamare utenti esterni presso la nostra Azienda

Rilevato

nei limiti di una organizzazione interna sperimentale della Direzione Sanitaria Aziendale, non sussistendo per il momento le condizioni per il riconoscimento di una valenza più generale, considerata anche l’indisponibilità di risorse finanziarie …

Delibera

Di istituire l’U.O.S. di Metodologia Applicativa dell’ Analisi Fisica.

 

SINTESI DEI RISULTATI OTTENUTI

Con la FA siamo in condizione di ottenere facilmente, e praticamente senza spese, il recupero permanente di una postura bipede eretta sicura ed elastica.

Cioè il recupero di una salute stabile nel tempo, che dà al Paziente la sicurezza del proprio modo di essere.

Sono ormai migliaia i pazienti curati con questa terapia e tutti, e per tutti si intende una percentuale che supera il 95%, ne hanno tratto giovamento.

E’ cambiato il loro destino, in termini di benessere, fisico e psicologico, che determina il loro successo nella vita.

I pazienti recuperano definitivamente la posizione del corpo nello spazio per loro più vantaggiosa in ogni azione che compiono.

La muscolatura antigravitazionale che, eccessivamente contratta, schiaccia lo scheletro, ed in particolare la colonna vertebrale nelle sue tre curvature fisiologiche, si ridistende aumentando le sue dimensioni permettendo allo scheletro di distendersi a sua volta.

Reich la chiamava “ la Corazza Muscolare “.

Una gabbia di muscoli troppo corta per lo scheletro che deve contenere, e quindi lo schiaccia.

Chiaramente tutto l’apparato muscolo-scheletrico trae notevole giovamento dalla distensione di questa muscolatura, ed i vari e frequentissimi dolori lombari, cervicali, scapolari ecc., e loro complicazioni, si risolvono perché si riesce a correggere permanentemente la lordosi lombare, la cifosi dorsale, la verticalizzazione del rachide cervicale, che sono, poi, i deficit posturali più frequenti.

Molti pazienti che non erano mai riusciti a sconfiggere i dolori cronici che li affliggevano con le altre terapie, anche operatorie come nel caso delle ernie discali, sono sostanzialmente guariti.

Possiamo curare con successo e in maniera definitiva tutta la patologia dei muscoli e dello scheletro riferibile ai deficit posturali originati dalle posture antalgiche.

La stessa cosa si può dire per una moltitudine di disturbi d’ansia, poiché la sicurezza della posizione bipede che il paziente recupera, agisce in maniera fondamentale sulla sua sicurezza generale, e quindi sul carattere.

Nell’ottica della fisica è facile comprendere l’origine di questa patologia che è definita psicosomatica e che forse sarebbe più opportuno definire somatopsichica.