Mal di schiena… c’è la soluzione

“Siamo anche un po’ quadrupedi, per questo soffriamo di mal di schiena”.
Può sembrare una provocazione ma secondo il dottor Giuseppe Mastrodicasa, medico chirurgo specialista in Analisi Fisica, per risolvere il mal di schiena non bisogna curare la colonna vertebrale ma le gambe…

… perché la patologia si origina dall’incapacità degli arti inferiori di vincere autonomamente la forza di gravità, per cui siamo costretti ad aiutarci ancora con gli arti superiori per questa funzione fondamentale.

Quindi si tratta di un’evoluzione ancora incompiuta, come dimostrano la lordosi lombare, cifosi dorsale e verticalizzazione cervicale: la parte superiore del corpo deve ancora aiutare quella inferiore in questa lotta contro la forza di gravità.
In soccorso arriva la Fisioanalisi, una tecnica che deriva dalla Bioenergetica del professor Lowen. Il marchio è brevettato in quasi tutto il mondo, compresa la Svizzera, ed è stato utilizzato in Italia presso l’UO di Analisi Fisica della ASL RMF della Regione Lazio dal 1999 al 2015, per ottenere, come si legge nella delibera istituzionale del reparto,

“una più moderna ed efficace cura della patologia del sistema muscoloscheletrico”.

“Le vertebre sono cilindri e se poniamo un cilindro sull’altro, si reggono da soli e sostengono anche le strutture sovrastanti ” – spiega Mastrodicasa – Ma se questi cilindri non sono allineati, uno sull’altro non soltanto non reggono il peso del corpo ma neanche il proprio se non fossero sostenuti dai muscoli. Lo scheletro anziché sostenere deve essere sostenuto. Per cercare di mantenersi eretto l’individuo, contrae in maniera isometrica i suoi muscoli, schiacciando gli spazi articolari vertebrali aumentandone gli attriti, ed originando così la patologia – aggiunge l’esperto – dal semplice dolore iniziale, alle protrusioni ed ernie discali, che non sono altro che il risultato dello schiacciamento del disco intervertebrale che viene spinto fuori dalla pressione esercitata dalle vertebre”.

Il dottor Mastrodicasa cura la debolezza degli arti inferiori per affrancare la muscolatura della colonna vertebrale e del diaframma da questo sforzo, riconsegnando questi muscoli alla loro funzione principale (mobilità del corpo, deambulazione, manipolazione, respirazione, digestione).

Antonio Capena Leggo  9-05-2018

Please follow and like us: