Mal di schiena? Si può sconfiggere

La fisica ci insegna che in questo universo esistono leggi e forze che conosciamo bene e che non sono in discussione. Tra queste la legge di gravitazione universale che sulla terra sperimentiamo come forza di gravità e la forza d’attrito (forza dissipativa).

Possiamo definire la vita la come la forza che ha un corpo per vincere queste forze, e quindi, per sollevarsi e spostarsi nello spazio su una massa, nel nostro caso la terra; un tavolo, un sasso non sono vivi perché non sono capaci di vincere queste forze, non possono sollevarsi e spostarsi. Gli esseri viventi lo possono fare. Tra gli esseri viventi possiamo fare una scala dell’evoluzione in base alla quantità del corpo necessaria per questa funzione basilare che, come appena detto, è la vita. Le rimanenti parti del corpo possono così essere dedicate ad altre funzioni che, a questo punto, potremo definire l’intelligenza.

L’uomo è la forma di vita più evoluta perché è quella che vince più facilmente la forza di gravità, e così ha una larghissima parte del suo corpo da dedicare all’intelligenza. Due piedi, due gambe ed un bacino per sollevarsi dalla massa terrestre e per spostarsi nello spazio -la metà del corpo per assicurarsi la vita; un tronco, due braccia ed una testa per relazionarsi con l’universo – l’altra metà del corpo da dedicare all’intelligenza. Il tutto fluidamente, con attriti minimi che non ostacolano la vita e le azioni e che contengono il logorio del corpo.

Ma l’umanità non è ancora evoluta come crede.

Lordosi lombare, cifosi dorsale e verticalizzazione cervicale (e la relativa patologia) indicano che questa evoluzione è molto meno avanzata di quanto l’uomo creda, e che la parte superiore del corpo deve aiutare ancora quella inferiore in questa lotta contro la forza di gravità; deve contrarsi ancora, quasi come quando le braccia erano zampe e l’aiutavano a sollevarsi, siamo ancora un po’ quadrupedi.

In questa condizione i muscoli antigravitazionali, contratti per la stazione eretta, antagonizzano l’azione dei muscoli agonisti, in un conflitto che inibisce il movimento. Queste contratture schiacciano lo scheletro e ne aumentano gli attriti articolari, determinandone la patologia;

comprimono tutto ciò che vi si trova al di sotto, incidendo in maniera importante anche sul movimento dei fluidi corporei (aria, sangue, cibo, urine ecc.). Per l’usura degli attriti inizia la patologia organica degenerativa ed il corpo perde la potenzialità di crescita e di vita. Sono le forze di attrito, come detto dissipative, che logorano gli organi. Maggiori sono gli attriti, prima si rompe l’oggetto, l’organo o qualsiasi cosa appartenga a questo universo.

Risolvere gli impedimenti che determinano queste curvature eccessive della colonna vertebrale significa affrancarla dalla funzione di sostegno alla stazione eretta per dedicarla allo sviluppo del movimento riducendo, appunto, gli attriti per cui i nostri organi durano più a lungo. Siamo più sani.

La Fisioanalisi (FA) corregge spontaneamente e per sempre questi impedimenti. Attraverso la rimozione degli impedimenti che limitano la piena espressione del progetto ingegneristico rappresentato nel corredo cromosomico animale, la FA riposiziona il bacino ortogonalmente ai piedi, in modo da formare quell’unità antigravitazionale completa che in maniera autonoma vince la forza di gravità. In questo modo, la FA restituisce alla parte superiore del corpo la libertà di dedicarsi alle funzioni più evolute senza limiti, quindi in maniera più efficace. L’incidenza della malattia si riduce per la minore usura dovuta al ridotto impegno.

E’ il bacino-baricentro sui piedi-fondamenta che deve vincere questa lotta contro la forza di gravità, grazie alle lunghe leve degli arti inferiori tibia e femore -una leva lunga è infatti un moltiplicatore di forza eccezionale ed insuperabile.

La colonna vertebrale, con le sue molteplici leve cortissime, non deve essere forte ma deve invece fornire precisione di movimento nell’esecuzione di atti più complessi, l’intelligenza.

La terapia di FA utilizza la stimolazione del riflesso plantare per ricercare le rigidità muscolari che non permettono il rilasciamento di questi muscoli antagonisti del movimento. In quanto riflesso di primo grado, il riflesso plantare è una via molto rapida, che si dimostra validissima per determinare la contrazione elastica della muscolatura antigravitazionale. I muscoli passano spontaneamente dalla condizione isometrica a quella, fisiologica, isotonica.

La Terapia è dunque una analisi dei muscoli antigravitazionali per mezzo di questo riflesso, al quale viene restituito il controllo su di essi, eliminando le interferenze da parte dei neuroni discendenti delle vie nervose superiori.

Potremmo definirlo un ritorno alla stazione eretta “animale”, molto più efficace di quella “umana”, della parte inferiore del corpo. Alla condizione “umana” lasciamo il dominio sulla metà superiore del corpo, con le sue funzioni più strettamente dipendenti dal sistema nervoso più evoluto.

SCOPRIAMO CHE LA MITOLOGIA E’ SCIENZA.

Se si considera che al motoneurone periferico arrivano tre vie nervose: arco riflesso, vie extrapiramidali e vie piramidali, si capisce che è sulla prevalenza di una via sull’altra che si basa tutta la terapia di FA.

La stimolazione proveniente dalla periferia (arco riflesso) oltre a determinare il movimento riflesso è fondamentale per la vita del muscolo essendo la stimolazione che permette il trofismo (la vita) della cellula. D’altra parte, se è vero che la stimolazione proveniente dalle vie nervose superiori determina il movimento volontario, è anche vero che può danneggiare il trofismo muscolare, essendo inibitoria del movimento involontario (riflesso).

La muscolatura (ed il sistema nervoso che la coordina) sono la vita; gli altri organi sono servizi indispensabili del sistema neuro-muscolare.

Da queste argomentazioni incontrovertibili nasce la Fisioanalisi, una tecnica con venti anni di sviluppo, che si è dimostrata in grado di poter migliorare la stazione eretta dei pazienti, correggendo i più diffusi deficit posturali, eliminando quasi tutti i dolori cronici, riducendo l’usura dell’intero corpo, e quindi la malattia degenerativa e l’invecchiamento; senza effetti collaterali, rapidamente e definitivamente.

Come già detto: evoluzione, intelligenza, salute.

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