Miologia: il movimento volontario

Il movimento volontario ha inizio nella corteccia cerebrale. Da qui partono i nervi che, attraversando l’asse encefalo spinale, giungono fino al motoneurone periferico, che a sua volta raggiunge la fibra muscolare.
Potremmo dire che questa via è composta da due soli neuroni, uno crea lo stimolo e lo conduce al midollo spinale, l’altro lo porta fino al muscolo; ma in effetti non è proprio così, perché anche il più semplice movimento volontario è estremamente complesso.
La volontà invia lo stimolo, ma, affinché l’atto voluto si compia, è necessaria la contrazione dei muscoli agonisti ed il rilasciamento dei muscoli antagonisti. Questi meccanismi non sono controllati dalla volontà, ma si compiono automaticamente attraverso il complesso meccanismo dei riflessi nervosi, che si svolge nel sistema centrale spinale ed encefalico e mai nella corteccia cerebrale, e quindi non è mai cosciente.
Questo complesso sistema di vie nervose automatiche costituisce il sistema motore extrapiramidale.
Ad esempio, si consideri una persona che calcia un pallone. I muscoli estensori del ginocchio dell’arto che deve colpire il pallone ricevono il comando volontario di contrarsi ed i muscoli antagonisti del movimento, i flessori, devono invece rilasciarsi; i muscoli dell’altro arto devono fissare una posizione, che garantisca una base d’appoggio solida, che consenta al resto del corpo una posizione dinamica ed assicuri l’equilibrio nella postura più adatta a colpire efficacemente il pallone. In effetti, tutti i muscoli del corpo sono chiamati a partecipare al movimento perché sia coordinato. Alcuni si contraggono in modo isometrico, altri si contraggono in modo isotonico ed altri ancora si rilasciano per non antagonizzare il movimento. Sono però gli atti riflessi complessi (che si organizzano con l’esperienza) che, innescati al solo comando della volontà, portano a colpire il pallone in maniera efficace, giacché non sarebbe assolutamente possibile coordinare così tante azioni simultanee in modo volontario.
Il sistema nervoso extrapiramidale è quello che coordina il movimento volontario, facilitando lo stimolo verso alcuni muscoli e inibendo quello verso altri, sulla base di sensazioni provenienti dalle fibre afferenti propriocettive e statocettive.
Dovrebbe dunque essere facile comprendere ora l’origine dell’infortunio muscoloscheletrico in una condizione di percezione alterata da posture antalgiche che inibiscono il regolare svolgimento dell’azione, sia questa un calcio ad un pallone o la leggera flessione sul lavandino per lavarsi il viso, oppure qualsiasi altro atto, che appare banale ma che, abbiamo visto, non è mai né banale né semplice.
Per tanto, il paziente per non infortunarsi è costretto a limitare i movimenti, perdendo sempre più le sue capacità. La sua vita è sempre più limitata: invecchia. L’alternativa è l’infortunio.

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